Man and woman in bed at 10 pm

 Mi piace leggere almeno una poesia al giorno, a volto cerco poesie in letterature che non conosco bene, altre  scelgo  il poeta per il momento, quello che sto vivendo.. Oggi, un giorno qualunque, di un anno qualunque, ormai sono tutti uguali, sempre più bui, sempre più tormentati, mi va di leggere un momento di quotidiano, nella vita normale di una coppia, che vive tranquillamente i suoi alti e bassi, raccontandosi i pensieri sull’onda dell’emozione. Nessuno meglio di   Bukowsky ha raccontato la vita , così com’è, con parole dolci, con parole crude, nessuno ha raccontato l’attimo così bene  tanto che ogni sua poesia  è una scena  di vita.   Leggi, poi chiudi gli occhi, e…

        Bukowski – Man and woman in bed at 10 pm

I feel like a can of sardines she said
I feel like a bandate I said
I feel like a tuna fish sandwich she said
I feel like sliced tomato I said
I feel like it’s gonna rain she said
I feel like the clock has stopped I said
I feel like the door’s unlocked she said
I feel like an elephant is gonna walk in I said
I fell like we ought to pay the rent she said
I feel like we ought to get a job I said
I feel like you ought to get job she said

I don’t feel like working I said

I feel like you don’t care for me she said
I feel like we ought to make love I said
I feel like wève been making too much love she said
I feel like we ought to make more love I said
I feel like you ought to get a job she said
I feel you ought to get a job I said

I feel like a drink she said
I feel like a whiff of whisky I said
I feel like wère going to end up on wine she said
I feel like you’re right I said
I feel like giving up she said
I feel like I need a bath I said
I feel like I need a bath too she said
I feel like you ought to bathe my back I said
I feel like you don’t love me she said
I feel like I do love you I said
I feel that thing in me she said
I feel that thing in you I said
I feel like I love you now she said
I feel like I love you more than you do me I said
I feel wonderful she said I feel like screaming
I feel like going on forever
I feel you can’t she said
I feel I said
I feel she said

..e i due , un uomo ed una donna, si raccontano, esprimono considerazioni di come si sentono, braccati da una vita grama, vivono, cercano di divertirsi, magari si ubriacano, per quanto riguarda il loro rapporto lo vivono così, lei si lamenta di più, noi donne siamo fatte così, gli uomini li vorremmo sempre su misura, lui  tranquillamente vive le sue emozioni, non dice tanto, ma le vuole bene… un uomo ed una donna, alle dieci di sera a letto si raccontano, lamentano  che entrambi dovrebbero lavorare, forse lo faranno, forse cercheranno un lavoro, forse…una chiacchera dopo l’altra si  trovano abbracciati nell’amore… a  vivere un momento magico.. intorno a loro sparisce tutto, esistono solo loro, il loro amore…stanno bene!!!!

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La legge di Murphy con un po’ di ironia…

 

 Credo che non ci sia persona che non conosca , magari inconsciamente questa legge pseudo scientifica,poichè nessuno, nella sua vita, a meno di una eccessiva sfacciata fortuna, è riucito a evitare di assistere ad uno dei suoi corollari.

Legge di Murphy: i corollari.
Secondo la legge di Murphy se qualcosa può andare male lo farà e l’assioma ha in tutto nove corollari, i seguenti:

1-Niente è facile come sembra;
2-Tutto richiede più tempo di quanto si pensi;
3-Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo;
4-Se si prevedono quattro possibili modi  in cui qualcosa può andare male, e si    prevengono, immediatamente se ne  rivelerà un quinto;
5-Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.
6-Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima.
7-Ogni soluzione genera nuovi  problemi;
8-I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere;
9-Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla.
 
 E’vero o no che,  leggendo queste frasi, sorge un sorriso? C’è qualcuno che può provare il contrario, tra chi forse vede oltre il bicchiere mezzo pieno ? Intanto ,per diletto ed esorcizzare  tutto questo ,divertitivi a leggere ” La  legge di Murphy” di Arthur  Bloch ,da cui vi propongo alcuni stralci.

Leggi e postulati.
Se nella chimica “seria” esiste il Postulato di Hammond, nella “murphologia “esiste il postulato di Boling: “Se sei di buon umore, non preoccuparti: ti passerà”. Molto importanti sono anche le leggi di Scott. La prima: “Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo”. La seconda: “Quando si trova e si corregge un errore, si vedrà che andava meglio prima”. E il corollario: “Quando si capisce che la correzione era sbagliata, sarà troppo tardi per tornare indietro”. Imprescindibile è anche la legge di Murphy sull’amore: “Se ti può andare buca lo farà”.

Così come le varie declinazioni della legge di Murphy sul lavoro, tra cui spiccano la legge di Lampner – “Quando lasci il lavoro tardi, nessuno ti nota. Quando te ne vai presto, incontri il capo nel parcheggio” – e il corollario alla legge di Edward: “Se non ci fosse l’ultimo momento, non si riuscirebbe a far niente”.

Sarebbe impossibile riportare qui tutte le frasi divertenti sulla legge di Murphy, ma le più belle comprendono ancora: “Se un congegno meccanico si rompe, lo farà nel peggior momento possibile”. “Niente va così male che non possa andare peggio”. “Si troverà sempre una cosa nell’ultimo posto dove la si cerca”. E poi: “Chi russa si addormenta per primo”. “Se lo spirito è forte ma la carne è debole, perché vince sempre la carne?”. E infine: “Se le regali dei cioccolatini, è a dieta. Se le regali dei fiori, è allergica”.


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Gauguin mon amour!!

Oggi mi voglio abbellire questa casa virtuale con alcuni dipinti di fiori di Paul Gauguin, dipinti  particolari, se confrontati con quelli dei contemporanei, rigorosamente impressionisti. Come saprete Gauguin è stato uno dei pittori più famosi di quest’epoca, ma il suo carattere volubile non gli permise mai di omologarsi nè ad alcuno dei grandi artisti, nè agli stili del periodo, né  per tavolozza , nè per tocco del pennello. La sua pittura rimane unica, chiara, limpida ed espressiva, anche se fatta di pochi tratti, ma di un effetto bellissimo- Ora li appendo per potermeli ammirare ogni volta che ne avrò desiderio.

 


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L’essenziale __Il Polo Sud…

  Un aereo pronto al decollo, da una base al Polo Sud.

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Le Nonne aspettano anche quando non sanno di farlo…5 minuti, un sorriso sono un regalo per lei e per voi.

Il mondo di Rosa, che non ricorda niente
Ha visto due guerre mondiali, fatto tre figli, lavorato come cucitrice. Ma tutte queste cose Rosa, malata di Alzheimer, non le ricorda. Eppure un lampo le attraversa lo sguardo, quando a trovarla arriva il nipote. Un racconto tratto da Futura
di Jacopo Storni

Il mondo di Rosa, che non ricorda niente

Illustrazione di Michela Fabbri

 

 

Che vive a fare Rosa?

Rosa non sente, Rosa non ricorda, Rosa non connette.

Alzheimer, la chiamano così, questa malattia che divora i nostri anziani.

Rosa è mia nonna.
Rosa non lo sa, non sa di avere l’Alzheimer. Rosa non sa più niente.
Neppure di se stessa. Neppure dei suoi familiari.
Riconosce solo qualcuno.
Forse non riconosce neppure me.

Non ho mai voglia di andare a trovarla.
Gli altri nipoti non ci vanno mai.
Che ci vado a fare?

M’invento scuse per rimandare la visita.
Oggi no, devo scrivere un articolo.
Oggi no, devo fare la spesa.
Giornate frenetiche.
Oggi no, ho quell’intervista da sbobinare.
E rimando, rimando, rimando.
Sento le voci della coscienza, m’intimano di fare uno sforzo.
Ma che ci vado a fare?
Fa male vederla così, le mani conserte, le dita raggrinzite, la pelle ispida, i capelli bianchi, gli occhi languidi, lo sguardo inanimato, perso nell’infinito statico delle sue stanze.

95 anni, in attesa della fine.
L’angoscia mi pervade.

È inutile parlarle, non ci sente. Per farsi sentire, bisogna urlare.
E infatti, ogni giorno, le grida si propagano fino al quarto piano.
Anna le urla nell’orecchio sinistro, quello dove qualcosa riesce ancora a captare.

Anna viene dall’Ucraina.
Rosa non sa dove sia l’Ucraina.
Rosa non è mai salita su un aereo.
Adesso le loro vite sono indissolubili.
Rosa e Anna, la vecchia e la badante.
Legate da un filo fragile. Vivono l’una accanto all’altra, catapultate dal destino sotto lo stesso tetto.
Anna conosce Rosa meglio di me.
Anna e Rosa.
Disperazioni che s’incontrano.
Due anime sotto il cielo, dentro l’eco di un silenzio sempre uguale.
La noia delle ore, la televisione che vomita immagini.
E Rosa guarda, può soltanto guardare.
La sua mente è un bosco di notte, groviglio di neuroni in preda al vento.
Memorie soffocate.
Ha visto due guerre mondiali, ma non se le ricorda.
Ha fatto tre figli, ma non se li ricorda.
Ha lavorato come cucitrice, ma non se lo ricorda.

Fissa il vuoto, poi la tv, poi ancora il vuoto.
Tedio quotidiano, il tempo immobile.
Sente le mani secche, si soffia nelle mani.
Mi chiede che ore sono, mi chiede se fuori piove.
Non piove. C’è il riverbero del sole. Getta nella stanza uno squarcio di luce.

Mi chiede se sono sposato. Dico sì, non ti ricordi il matrimonio? Dice no.
Passano cinque minuti, si gira e mi chiede la stessa cosa.
Ma davvero non ti ricordi il matrimonio? Dice no.

Il cimitero dei ricordi.
Il passato un libro vuoto.

Io ho da fare, che vengo a fare a trovare Rosa?
Lei mangia, dorme, mangia ancora, dorme ancora.
I familiari si alternano, il figlio, la figlia.
Vengono da Rosa ma non sanno che fare.
Non sanno cosa dire.

Vengono qui a fare presenza, come me.
Contano i giri delle lancette.
Dieci minuti lunghi un secolo.
Soltanto mia madre parla con Rosa.
Soltanto lei.
S’impegna, l’accarezza, la lava, le sorride.
È triste assistere Rosa, è pesante come il macigno della vecchiaia.
Perché Rosa non ci sente, Rosa non ricorda, Rosa non connette.
Vite di scarto.
Le labbra mute.

Però sorride, ogni volta che mi vede.
Quando entro in casa sua, sorride.
Come una scintilla.
Come un ricordo senza tempo, un passato che riaffiora.
I pomeriggi al parco quando avevo 10 anni.
La strada per accompagnarmi ai campi da tennis.
I tortelli che preparavi.
Ti ricordi, nonna?
I dolci che cucinavi.
Le serate sul divano.
Il gatto che rincorrevi.
Ti ricordi, nonna?

Dice sì.
Un lampo di speranza, sorrisi evanescenti.
Allora forse sì, ha senso venire a trovare Rosa.
Perché a noi, nipoti indaffarati, passare dieci minuti con Rosa non cambia nulla nell’arco della giornata.
A Rosa, dieci minuti coi suoi nipoti, cambia il senso della giornata.
Cambia il senso di un’esistenza troppo vuota per essere lasciati soli.

Fermiamo il tempo, accantoniamo noi stessi.
Bastano venti minuti.
Diamo loro dignità.
Regaliamo loro l’illusione di un ricordo.
Andiamo a trovare i nostri nonni, orfani dei loro nipoti menefreghisti

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La mia tristezza…

smartcapture

smartcapture

…Ho i ricordi chiusi in te
La tristezza dentro me
Tra due mani, le mie.
Sono i cieli neri che, io so
Non si scioglieranno più..

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Il movimento delle donne pelose è sintomo di una nuova primavera del femminismo?

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Il movimento delle donne pelose è sintomo di una nuova primavera del femminismo?

E’ veramente sintomo di una nuova primavera del femminismo il movimento delle donne pelose? Parte dall’Inghilterra sotto la sigla “Januhairy” che lancia la sfida di non depilarsi per un mese ascelle e inguine. La donna glabra sarebbe il prodotto di una fantasia unicamente maschile e quindi il recupero della dignità femminile equivale all’abbandono della ceretta? E’ chiaro che un mese senza depilarsi, soprattutto se è in pieno inverno non lascerà tracce visibili nella consuetudine sociale, ma quello che bisognerebbe capire quanto l’anarcopelismo possa realmente rappresentare una resurrezione di rituali di rivolta femminista come gli storici roghi dei reggiseni. E’ più facile che i primi a sentirsi sollevati dalla liberazione depilatoria siano proprio i maschi di ultima generazione, che potrebbero affrancarsi dall’obbligo sociale delle sopracciglia ad ali di gabbiano, dal torace come Ken fidanzato di Barbie, dalla ceretta obbligatoria per essere uguali agli stravaccati del Grande Fratello.

Gianluca Nicoletti

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Quando la realtà ed il sogno si sovrappongono…

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Stupore per l’occhio

calore sul cuore

magia d’emozione!

 

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I miei veri amici..

 

Ma erano i filosofi che soddisfacevano quel bisogno che si celava da qualche parte nella mia testa confusa: immergendomi nei loro eccessi e nel loro farraginoso vocabolario, spesso mi incantavano, saltavano fuori con affermazioni azzardate infiammate che mi sembravano verità assoluta o maledettamente vicine alla verità assoluta, e questo tipo di sicurezza era quello che cercavo per la vita di ogni giorno, che assomigliava molto di più a un pezzo di cartone. Quei tizi erano dei grandi, mi hanno fatto sopportare giorni come rasoi e notti piene di ratti; mentre le donne tiravano sul prezzo come banditrici venute dall’inferno. I miei fratelli, i filosofi, loro mi parlavano come nessun altro per strada o in giro aveva fatto mai; riempivano un vuoto immenso. Che bravi ragazzi, oh, davvero dei bravi ragazzi!

Charles Bukowski

 

 

 

 

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L’essenziale…

L’essenziale…

L’essenziale è la cosa a cui do maggior importanza tralasciando i dettagli quasi sempre,i fronzoli banali, le interferenze esterne, la contingenza, le facciate, i travestimenti; guardarmi dentro  è come guardare in una sfera di cristallo, senza bisogno di magia. E chi lo fa vede le  loro potenzialità, il loro futuro in un rapporto con me. Non mi presto a pettegolezzi, non  mi va  il parlare tanto per parlare, preferisco stare zitta, mi allontano, preferisco stare sola. Mi attraggono le persone di profonda natura, coloro che sono sempre alla ricerca di scoprirsi veramente nella loro interezza umana e spirituale, mi piace unire le forze alla ricerca del miracolo di una grande  completezza e  avviene, non sempre,ma quando succede è per sempre.

 


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